Progetto Haendel

Giorgio Federico Hendel

“Viaggio in Italia”

 

 “E’ giunto in questa città [Roma] un sassone eccellente suonatore di cembalo e compositore di musica, il quale oggi ha fatto gran pompa della sua virtù in sonare l’organo nella Chiesa di S. Giovanni con stupore di tutti”

(dal diario di Francesco Valesio, 14 gennaio 1707)

 

 

 

Händel aveva allora 22 anni ed era giunto in Italia l’anno prima, nell’agosto del 1706, proveniente da Amburgo. E proprio in questa città, dopo l’incontro con Gian Gastone de’ Medici (figlio del granduca di Toscana), era maturata la decisione di tale viaggio, con l’obbiettivo di approfondire la sua arte musicale direttamente “sul campo”.

Dopo una prima tappa a Firenze, dove aveva potuto godere dell’ospitalità di Ferdinando de’ Medici (fratello di Gian Gastone), Händel decise di proseguire per Roma, ove potenti erano le parentele e le amicizie del principe, e molte erano le possibilità formative e professionali.

Da Roma alla fine di luglio 1709, Händel, si sarebbe recato a Napoli e di là avrebbe fatto ritorno a Roma in autunno. Ad ogni modo, nel dicembre 1709 (e anche prima), il compositore deve essersi trovato     a Venezia per mettere in scena la sua AGRIPPINA, le cui rappresentazioni cominciarono al più tardi col nuovo anno.

Attraverso questo straordinario viaggio, Händel viene a diretto contatto con i grandi e rinomati autori italiani del periodo (G. Carissimi, A. Scarlatti, G. Bononcini, ecc…), con i quali si confronta e addirittura compete, come testimonia la famosissima “gara” della primavera del 1709 con Domenico Scarlatti: - “Giacchè suonava [Domenico Scarlatti] assai bene il clavicembalo, il cardinale Ruspoli decise di metterlo a confronto con Händel per una gara di abilità” - .

L’esito della prova al clavicembalo è stato variamente riportato (si dice che alcuni diedero la preferenza a Scarlatti), ma quando si misero all’organo, non ci fu più alcun dubbio: lo stesso Scarlatti riconobbe la superiorità dell’antagonista, confessando candidamente che prima di avere sentito Händel all’organo non aveva idea delle enormi possibilità di questo strumento.

Enea Sorini

 

Giorgio Federico Handel

Viaggio in Italia

 

 

Georg Friedrich Händel (1685-1759)

 

“Passacaglia”

dalla Suite in Sol minore (HWV 439)

 

Tu sei il cor di questo core”

da “Giulio Cesare” (HWV 17), 1724

 

“Dal fulgor di questa spada”

da “Giulio Cesare” (HWV 17), 1724

 

 

                                                           Antonio Vivaldi (1678-1741)

 

“Concerto Op. III n. 5” Allegro-Adagio-Allegro

appropriato all’organo da anonimo, XVIII secolo

 

“Estinguere vorrei la fiamma”

da “Griselda” (RV 718), 1735

 

 

Domenico Scarlatti (1685-1757)

 

“Sonata K 61”

 

 

Alessandro Scarlatti (1660-1725)

 

“Idolo mio, cor del mio core”

da “Servilia e Flacco”, Intermezzo dalle scene buffe de “La caduta dei Decemviri”, 1697

 

 

                                                           Georg Friedrich Händel

 

“Per celare il nuovo scorno”

da “La Resurrezione” (HWV 47), 1708

 

“Concerto I The Cuckoo & The Nightingale, HWV 295”

Largo-(Allegro)-Larghetto-Allegro

da A Second Set of Six Concertos for the Harpsicord or Organ, trascritto da

J. Walsh, 1740.

 

“Se il mar promette calma”

da “Lotario” (HWV 26), 1729

 

 

Baritono Enea Sorini

Organo Giuliana Maccaroni

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